Super Team

Diario di bordo
Scritto da Roberto
Mercoledì 11 Gennaio 2012 11:36
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Qui di seguito il diario di bordo di Alisea. Crociere luoghi incontri persone che ci accompagnano in questa avventura.

 

 

15/16/17 Maggio 2006 Maggio Ponza   Dopo il varo ho voluto provare la nuova barca. Ho mollato gli ormeggi a Fiumicino e ho fatto rotta, da solo, verso Ponza. Ho trascorso tre giorni senza scendere a terra navigando, dando fonda all’ancora e testando quanto  più possibile scafo e attrezzatura. Sono stati giorni fantastici, da solo a prendere confidenza con la barca, a provare tutto, a fare lavoretti, assestamento e verifiche. Il risultato è che ho preso grande confidenza con la barca, si porta benissimo da soli anche senza autopilota (anche se appena avrò le possibilità economiche ne farò installare uno). Alisea si è confermata solida, equilibrata, maneggevole e molto veloce. A vela fa 6/7 nodi anche con 5/6 ms di vento. A motore fa di crociera 9 nodi. Devo rivedere completamente le mie abitudini rapportandole con la diversa dimensione e con il diverso peso della barca e delle attrezzature. Ieri mattina per esempio nel richiamare il calumo con due ancore appennellate (una CQR da 45 lb e una Dunford da 15Kg) che ho dato per prova ho avuto qualche problema con l'aggancio delle due catene dovuto al peso della 10 rispetto alla 8 alla quale ero abituato. Navigare da solo mi ha aiutato a valutare tutte queste cose. Molte volte più persone che si aggirano sulla coperta nascondono le reali difficoltà di gestione che devono essere comunque appannaggio dello skipper.  

  27 Maggio—5 Giugno 1000 Vele per Garibaldi 

 Il 5 giugno Alisea è rientrata a Fiumicino dopo aver partecipato con altre 19 imbarcazioni alla prima edizione della regata che ci ha portati a Caprera e Maddalena.  E’ stata un’esperienza molto interessante che avrebbe potuto essere ancora più bella se l’intera settimana non fosse stata martoriata dal mal tempo. Tanto vento con continui bollettini che chiamavano burrasche forza 8, pioggia come non se ne vede da quelle parti neppure in pieno inverno. Ma tant’è, non si può certo prenotare anche il sole. La parte paradossale di tutto ciò è che, a dispetto del maltempo imperversato durante la nostra permanenza a Maddalena le due regate (quella di andata il 27 maggio e quella di ritorno il 4 giugno) hanno visto tutte le brache tranne una in andata e due in ritorno ritirarsi per mancanza di vento. Sono le contraddizioni della primavera. Comunque sia, l’esperienza è stata positiva sia dal punto di vista personale con l’intera famiglia schierata come equipaggio (Gaia e Matteo hanno anche ricevuto dalle mani di Anita Garibaldi coppe come regalanti più giovani) sia dal punto di vista tecnico. Ho potuto testare Alisea in navigazioni più lunghe ed impegnative e le attrezzature interne della barca riportando ottime impressioni per il comportamento in acqua e buone indicazioni per il prosieguo dell’allestimento interno. Un breve resoconto comincia con la partenza il 27 maggio. Navigazione tranquilla, avvistamento di una balena (con grande entusiasmo di grandi e piccini a bordo), prosecco e tartine come aperitivo la sera e all’alba l’ingresso nell’Arcipelago di La Maddalena. Tutto molto bello peccato aver fatto tante ore di motore. L’unica uscita della settimana l’abbiamo fatta mercoledì 31 Maggio unico giorno relativamente calmo. Le altre barche hanno partecipato ad una regata costiera noi abbiamo preferito fare un giro turistico verso le Bocche intorno alle isole di Spargi, Budelli e Santa Maria. Bel vento, onde di 3 metri e barca che volava, esaltante!! La regata di rientro ci ha visti in formazione ridotta (io e il mio amico Dario), gli altri membri dell’equipaggio sono tornati sabato in traghetto con grandi pianti di Gaia che voleva assolutamente tornare con Alisea. Partenza alle 9 di domenica 4 Giugno, subito fuori Caprera abbiamo un bel vento sui 15 nodi al traverso e onda formata. Il bollettino chiama un avviso di burrasca ma si parte lo stesso. Dopo un po decidiamo di salire verso la Corsica per prendere più vento stringendo fino a bolina larga. Il mare e il vento che escono dalle Bocche di Bonifacio ci regalano ore di grande vela. Dura tutta la mattinata poi, piano piano va scemando, ci troviamo ad essere la barca più a nord del gruppo, dobbiamo scendere, cala l’apparente la barca stenta. Le proviamo tutte fino alle 19,00 ma senza spi oggi non ce n’è per nessuno e quindi….motore, siamo fuori dalla regata. Non ci facciamo prendere dalla malinconia, tartine, birra Iknusa e insalata di riso. Poi i turni di notte sotto una luna a metà. Alle 7,30 di lunedì mattina entriamo a

28 luglio—7 settembre 2006 Grecia 

Il 28 luglio Matteo, Gaia ed io molliamo gli ormeggi alle 11,54 salutati dal vicino di barca, Massimo, che ci regala una bottiglia di vino come augurio di buon vento, sono sorpreso ed emozionato. E’ l’inizio del viaggio di Alisea. Navigheremo fermandoci già a Nettuno per continuare i lavori, piccoli e grandi, dei quali la barca ha bisogno per poter raggiungere la nostra meta, la Grecia. E’ bello trascorrere intere giornate in navigazione con i ragazzi, è bello raggiungere, dopo una settimana tra Ponza, Ventotene Ischia Positano, Capo Palinuro il porto di Sapri dove ci raggiungono Marina e Alfredo. Un giorno per fare cambusa e prepararci per la lunga fino allo Stretto poi, la sera del 6 agosto, sotto fulmini e saette molliamo l’ormeggio del poco accogliente marina. Sosta a Reggio Calabria per il rifornimento. Ripartiamo con corrente e vento a favore. Grande vela fino a Capo Spartivento poi gira. Attraversiamo il Golfo di Policastro con 30 nodi al traverso. Arriviamo in serata a Roccella Ionica, sosta per la notte nonostante il divieto della Capitaneria. Alle 8,00 lasciamo Roccella alla volta di S. M. di Leuca. Sono 130 miglia saltando il Golfo di Squillace e quello di Taranto. Arriviamo a Leuca la mattina alle 5 in un tripudio di colori. Sorge il sole ma la luna è ancora alta, il sole illumina la costa con le case bianche ed il faro, si vede Corfù in lontananza. Dopo un giorno di riposo si riparte. Di notte siamo tra le isole Orthonia e Erikaussa che lasciamo a Nord e Mathraki e Corfù che lasciamo a Sud. Poggiamo a Sud ed entriamo nel canale di Corfù. Ci arriva addosso un forte temporale poi esce il sole e alle 8 siamo in vista di Gauvia, arrivo spettacolare. Alle 12,00 dell’11 agosto ormeggiamo Alisea nel Marina, pratiche di arrivo e relax a Corfù. Il giorno dopo arriva Marina con i piccoli e parte Alfredo.Il 14 lasciamo Corfù costeggiando l’abitato ed il castello. Veleggiamo verso Sud. In serata arriviamo alle isole Syvota per la nostra prima fonda in una bella baia a ridosso del porticciolo di Mourtas.Il giorno dopo andiamo a Parga, diamo fonda nell’affollata baia di Voltan. La sera c’è festa in paese con fuochi d’artificio. Molto bello.

Il 16 agosto è il compleanno di Marina rimaniamo a Parga, cena romanticaa picco sul mare. Proseguiamo la crociera facendo sosta a Preveza, ottimo posto per fare provviste ma molto affollato e rumoroso. Molto meglio Lefkada, il paese è vivo e piacevole. Proseguiamo entrando del fiordo di Vlikho, posto ideale per ripararsi in caso di burrasca. Navighiamo tra le isole di Sparti e Skorpios ed entriamo nel dedalo di insenature di Meganisi. Ottimo posto per fare fonda con cima a terra. Circumnavighiamo Meganisi e risaliamo con 35 nodi di maestrale fino alla baia di Syvota. C’è ancora vento forte. Usciamo e dirigiamo verso il canale di Itaca. Entriamo nella baia di Phiscardo sull’isola di Cefalonia. Bel posto un po troppo fighettoso Scendiamo a vela lungo la costa orientale di Cefalonia (molto bella). Arriviamo a S. Eufemia dove diamo fonda nel porto con forte vento da terra. Dirigiamo verso il villaggio di Sami a Sud poi entriamo  nella baia di Vathi. Uscendo da Vathi  costeggiamo una tratto di scogliera davvero bella. Lasciando Vathi partiamo per andare a Fukes ma sbagliamo baia e ci ritroviamo a Kioni che sarà il paese che più ci è piaciuto, posto delizioso. Ancora qualche giorno in giro difendendosi da un maestrale 7/8. Risaliamo verso Lefkas. E’ in arrivo un forza 6 per cui decidiamo di andare a Paxos da dove il 2 settembre Marina e i bambini dovranno partire per l’Italia. Grande veleggiata con 20/25 nodi di WNW. Entriamo nella piccola baia di Mongonisi a Sud di Gaios, splendido posto che si rivelerà una trappola. Rimaniamo bloccati per 2 giorni. Ci trasferiamo a Porto Gaios. Ormeggiamo lontano dal paese perché ci sembra troppo rumoroso, troppi italiani purtroppo. Il 2 Marina ed i bambini partono. Io resto ancora qualche ora a Gaios per fare una riparazione al bagno di prua, poi parto per Preveza. Arrivo nel pomeriggio e ormeggio davanti alla passeggiata (comodo ma rumoroso). I giorni successivi sistemo la barca e la trasferisco al Preveza Marina per l’alaggio. Per quest’anno è finita. Bellissima crociera grande soddisfazione dopo 2 anni di lavori.

 

Pasqua 2007         

  

La stagione 2007 inizia il 3 aprile. Alisea viene varata alle 10,00 del mattino. Il 4 le previsioni danno SE 4/5. Esco dal Canale di Preveda da solo e con solo il genoa aperto. Alisea prende un buon passo, in alcuni momenti sembra proprio volare, andiamo oltre i 10 nodi per un bel tratto. La sera alle 16,00 sono dentro la Marina di Gauvia. Sono pronto per riposare. Il giorno dopo arrivano in traghetto Marina con i ragazzi. Trascorriamo un paio di giorni a Corfù poi, l’8  lasciamo il Marina alle 8,00 con direzione Othoni. Navighiamo a motore il vento è troppo poco. Arriviamo nell’isola a nord di Corfù nel primo pomeriggio. Il vento rinforza, non scendiamo a terra, prendiamo il sole in pozzetto. La sera calma ma alle 3,00 riprende a fischiare e decidiamo di partire. Nottata e mattinata a navigare verso Leuca con randa trinchetta e genoa rollato al 50%. Arriviamo sotto il faro facendo un lungo bordo di bolina di 9 ore. Siamo di nuovo in Italia. Il 9 aprile attinata di pulizie poi si parte, Alisea rimane ad aspettarci nel porto di S. Maria di Leuca, torneremo presto.

 

21 Aprile—1° Maggio*

 

Il 21 aprile raggiungo S. Maria di Leuca. Mi metto subito a lavoro per pulire la barca, la mattina seguente viene il meccanico a fare una modifica al motore. Il giorno dopo il 23 lascio il marina e dirigo verso Gallipoli. Devo testare il motore che sembra rispondere bene. Il giorno dopo proseguo alla volta di Crotone, 70 miglia di buona lena con vento in rinforzo. Pessimo porto, gente non accogliente appena posso riparto per Roccella Jonica. Sono altre 70 miglia attraverso il Golfo di Squillace, sono un po in ansia, c’è mare ma va tutto bene. La sera del 30 aprile sono in porto. Il 1° maggio lascio Alisea e rientro a Roma. 

  

Crociera bambini (26 Giugno—14 Luglio)* 

 

Convinco Matteo a portare un suo amico con noi e, insieme a Gaia partiamo per Roccella. Il giorno seguente ci raggiunge Marina e con lei facciamo vela verso Catania. Marina deve partecipare ad un corso così, dopo un paio di giorni trascorsi alla Lega Navale di Catania Gaia, Matteo, il suo amico ed io partiamo per risalire lo stretto di Messina. Tiriamo dritti fino a Tropea accompagnati, in alcuni momenti dai delfini. Arriviamo stremati dopo molto ore di mare. Ci concediamo un paio di giorni di relax. Volendo arrivare di giorno a Capo Palinuro partiamo la sera e navighiamo tutta la notte. A metà mattinata caliamo l’ancora in una baia a Sud del faro dove trascorriamo la giornata. La prossima tappa è Capri dove diamo fonda nei pressi dei Faraglioni. I ragazzi sono molto bravi, anche se non hanno particolare interesse per la barca in se riescono a godersi il mare e i tanti bagni che questa situazione gli concede di fare. La prossima tappa è Ischia con fonda davanti al paese di Sant’Angelo. Proseguiamo alla volta di Ventotene, Matteo vuole far vedere la “sua” isola all’amico, scendono a terra e li perdo di vista per un po. Sono tranquillo, Matteo e Gaia sono cresciuti facendo lunghe vacanze su Albot, la nostra barca precedente, su questa isola che, peraltro, non presenta rischi particolari. Ancora vela, questa volta verso Ponza dove ci fermiamo dando fonda davanti alla spiaggia di Frontone. L’ultima tappa è un lungo bordo di bolina verso Fiumicino dove arriviamo il 14 luglio accolti da Marina e dai genitori dell’amico di Matteo. Siamo tornati per completare lavori lasciati in sospeso, appena finiti riprenderemo il mare verso Sud. 

 

Crociera estiva 2007 

 

Il 29 luglio lasciamo il molo di Fiumicino alle 14,00, direzione Sud con destinazione Lipari. Siamo Matteo, Francesco, Gabriele ed io. Poco vento, vela poi motore. Il 31 luglio,  alle 7,00, diamo fonda davanti a Lipari. Il 2 giornata di cambio equipaggio. In mattinata partono Francesco e Gabriele. Alle 20 arriva Virgilio. Il 4 agosto alle 7,30 partiamo da Lipari alla volta dello stretto di Messina dove arriviamo verso le 11,30. Buon vento fino alla punta estrema della Calabria, poi motore. Alle 20,00 il bollettino da un forza 7 da NW con rotazione a W. Decido di andare, ho davanti 220 miglia di Jonio ma confido che giri di lasco. Verso le 22,30 monta il vento fino a 30 nodi. Tutta randa, yankie e trinketta, poi solo trinketta. Note durissima.  La mattina si presenta con un mare imperioso, onde di 3/4 metri e 40 nodi che sono però da N. Cerco di stare sul 38° parallelo per non scendere sotto Cefalonia. Buona velocità. Il timone si blocca, poi si libera, poi si blocca ancora. Paura terribile, rimango calmo ma temo il peggio. Tiro fuori la barra di rispetto, mando Virgilio a controllare settore e frenelli. Sembra tutto a posto. Per un’ora però ho ripensato a tutti i passaggi per l’abbandono della barca. E’ stato terribile. La giornata continua bene, gran vento, onde alte e frangenti ma comincia a girare al lasco. In serata voliamo a 8/9/10 nodi. Alle 3,30 siamo sotto il faro di Cefalonia. Alle 7,00 del 6 agosto diamo volta alle bitte del porto di Argostoli. Siamo sfiniti. Il 9 agosto Partiamo per Poros. Il motore fa un po di fumo poi si stabilizza. Il 10 partiamo per Patrasso ma i problemi al motore sembrano più gravi. Chiamo l’assistenza a Rieti che mi mette in contatto con Atene. Il suggerimento è quello di tornare a Cefalonia e precisamente a Lixouri. Insisto, mia moglie e mia figlia arriveranno il giorno dopo a Patrasso. Anche loro insistono, alla fine si torna a Lixouri. Li troviamo il meccanico della Lombardini che sale a bordo con un interprete, la sentenza è che abbiamo imbarcato acqua nel gasolio, c’è da sostituire gli iniettori. C’è il fine settimana se ne parla martedì. Siamo fermi a Lixouri, morale sotto i piedi. Il 12 agosto in serata arrivano Marina e Gaia con il traghetto da Patrasso, c’è festa in paese, una processione di barche passa proprio a fianco di Alisea. Il clima si rianima. Il 14 agosto arrivano gli iniettori, dopo un paio di ore di lavoro il motore riparte e il giorno seguente facciamo vela verso Patrasso. Il motore funziona bene, a tratti c’è anche vento. Arriviamo nel marina di Patrasso verso le 18. Cena in ristorante, ce lo siamo meritato. La crociera prosegue risalendo il golfo di Patrasso verso Navpaktos, l’antica Lepanto. Passiamo sotto il ponte di Rion, poi fonda fuori lo splendido porto medievale. Festeggiamo il compleanno di Marina. Il giorno seguente vela verso l’isoletta di Trizonia. Attracchiamo all’inglese sul molo esterno. Il posto è incantevole, il silenzio totale, d’inverno ci vivono solo 50 persone adesso saremo non più di 200. Dopo un paio di giorni partiamo alla volta di Galaxidy, poi Itea. Il posto non è bello ma è il più vicino agli scavi di Delphi che visiteremo domani. Il 22 agosto è il giorno di Corinto. Arriviamo in prossimità dell’imboccatura del canale verso le 11. Comunichiamo via radio con il controllo che ci dice di attendere. L’attesa dura quasi due ore, poi si va. Siamo gli ultimi di una fila composta da un mercantile, qualche mega yacht a motore, un caicco, un gommone e noi. Il passaggio è emozionante stretto e lungo e l’idea di entrare nell’Egeo mi mette entusiasmo. Alla fine proseguiamo lungo la costa orientale del Peloponneso fino a Epidauro. Approfittiamo per visitare lo splendido teatro poi, il 25 agosto usciamo con il Meltemi ancora bello forte, grande vela tra le isole fino ad imboccare lo stretto canale che porta a Poros. Attracchiamo non senza difficoltà con 20 nodi di vento al traverso nel lungomare. Poros è uno splendore, la luce dell’alba la tinge di colori incantevoli. Tiriamo su vela e dirigiamo sotto un forte Meltemi verso Idhra. Entriamo e troviamo posto nel molo frangiflutti. L’isola non ha macchine, solo asini e muli, il clima è sereno nonostante sia molto turistica le barche però si mettono in seconda, poi in terza e infine, in alcuni punti anche in quarta fila. E’ un cos incredibile ma è anche divertente. Il 28 agosto raggiungiamo Spetses sotto vela a buona velocità, navighiamo tutta la mattina. Alla fonda con cima a terra. Scendiamo ed entriamo nel laboratorio di un artigiano che realizza mezzi scafi in legno, ne compriamo uno bellissimo che trova subito posto a bordo di Alisea. Il 29 agosto andiamo a Initza, una piccola isola davanti all’ingresso della baia di Porto Kheli. Nel pomeriggio entriamo in porto e scopro che il cantiere dove devo lasciare Alisea si trova in una baia 15 miglia più a nord, poco male, ci andremo domani. La mattina dopo lavoriamo intensamente per sistemare e pulire la barca, nel pomeriggio lasciamo il porto per una rada dove diamo fonda per un bagno. Proseguiamo verso Kilada, ormeggiamo nel cantiere sotto il travel lift.

Il 31 agosto alle 8 arrivano gli operai e iniziano a preparare Alisea per alarla. Viene sistemata sull’invaso e lavata. Alle 3 siamo pronti a partire in taxi alla volta di Patrasso dove ci imbarcheremo sula traghetto per Ancona. La nostra crociera estiva finisce qui.

 

Crociera ragazzi 2008 (17 – 30 giugno)

Arrivo a Kilada il 17 giugno con Matteo, Gaia e Alessandro (40 anni in 3). Alisea è nella solita condizione di inizio estate, grande confusione e ponte sporco. Il giorno seguente rimetto tutto in ordine e variamo la barca, finalmente alla fonda nella baia. Il 19 ed il 20 lo trascorriamo in banchina per montare il roll bar con i nuovi pannelli fotovoltaici portati da Roma. Il giorno successivo molliamo gli ormeggi e dirigiamo verso Sud. Dopo una sosta a Hinitza per il bagno terminiamo la giornata a Spetzes. L’isola è molto bella e tira un gran vento per cui rimaniamo un paio di giorni. Il 24 luglio nonostante il vento sia ancora forte facciamo vela verso Ermioni. Ormeggiamo con poppa al piccolo molo. Nel pomeriggio rinforza e tante barche mollano gli ormeggi e partono. Io do ascolto ai pescatorti del posto e rimango, hanno ragione loro, in serata è tutto calmo. La prossima tappa è Porto Heli che raggiungiamo veleggiando di solo genoa. E’ un porto ben protetto che consente tra l’altro di rifornirsi di acqua, gasolio e fare cambusa. Il 27 luglio lasciamo Porto Heli per raggiungere il versante Ovest del golfo dell’Argolide. 20 miglia contro vento, nel pomeriggio siamo comunque nel bel porticciolo di Altos. Il posto è carino, ben protetto ma dando fonda al centro della piccola baia trovo difficoltà ad agguantare, l’ancora scivola sulle alghe. Alla fine, anche a causa di un forte vento al traverso ormeggio all’inglese. Il posto piace ai ragazzi per cui rimaniamo un paio di giorni. Il 29 luglio molliamo gli ormeggi e veleggiamo verso Kilada dove arriviamo nel pomeriggio. Il 30 luglio sistemiamo la barca dando volta ad un gavitello, rimarrà qui fino ad agosto, noi facciamo rientro a casa.

Crociera estiva 2008

Quest’anno siamo solo in tre Marina, Gaia ed io. Arriviamo a Kilada da Patrasso in Taxi, Alisea è alla fonda e la raggiungo chiedendo un passaggio ad una signora olandese in tender. La barca ha bisogno di pulizie a fondo e di rimpinguare la cambusa per cui rimaniamo un paio di giorni alla fonda. Quando decidiamo di partire dirigiamo verso Nord per risalire il golfo dell’Argolide, ci fermiamo a Nafpio entrando in un bel fiordo, diamo fonda davanti al paese. Il giorno seguente proseguiamo costeggiando il promontorio di Tolo. Raggiungiamo Nauplia passando sotto l’imponente castello veneziano. Ormeggiamo in banchina a fianco ad un motoscafo di 18 metri che risulterà essere una vera e propria trappola. Il giorno dopo lo dedichiamo alla visita della città. Nel pomeriggio il vento rinforza e il motoscafo decide di ridare l’ancora, una tragedia. Il “capitano” perde il controllo della bestia e fa un massacro delle ancore delle altre barche tra le quali Alisea. Un’ora di panico generale poi l’idiota riesce a fermare il mezzo. Ripartiamo discendendo la costa Ovest del golfo dell’Argolide. Raggiungiamo con una bella veleggiata il porticciolo di Astros. C’è una bella spiaggia dove Gaia fa amicizia con una ragazza di Ancona. Il giorno dopo è il compleanno di Marina lo festeggiamo li. Il 17 ci spostiamo a Leonidhian, un piccolo porticciolo dal quale si può andare a visitare il monastero di Elonos che raggiungiamo in taxi. Il 19 agosto facciamo vela verso Kiparissi, entriamo in baia ma c’è troppo vento e proseguiamo verso Ierako. Si tratta di un fiordo profondo difficile da vedere prima di essere pericolosamente sotto costa. Conosciamo una famiglia di italo-svizzeri, Fiorenzo, Angela e tre loro figli che fanno subito amicizia con gaia. Hanno un catamarano di 60 piedi con marinaio. Anche loro a fine anno andranno a Hurgada, ci rivedremo li. Il giorno dopo veleggiamo con mare formato verso Monemvasia, ormeggiamo in porto passando sotto il paese ed il castello entrambi spettacolari. Il 21 agosto molliamo gli ormeggi alla violta dell’isola di Kithera, che si trova 40 miglia a Sud a metà tra il Peloponneso e Creta. Il portolano raccomanda attenzione al passaggio di Capo Maleas e puntualmente siamo investiti da un forte vento catabatico. Arriviamo a Kithera nel pomeriggio, bel posto anche se un po troppo affollato di barche nel porticciolo. Il giorno successivo partiamo per una “lunga” di 60 miglia fino a Xania sull’isola di Creta. Entriamo nel porto a ridosso del paese, bello ma stracolmo di gente la sera. Il 24 facciamo una smotorata fino a Rethimnos. Dal mare sembra un posto squallido poi però passeggiando per i vicoletti l’opinione cambia. Il 25 mollo gli ormeggi molto presto mentre il mio equipaggio ancora dorme. Devo raggiungere Heraklion in tempo per l’appuntamento che ho con il tecnico per montare il pilota automatico. I giorni successivi trascorrono tra lavori in barca e escursioni nei dintorni. Unico grosso problema è il mega concerto rock proprio a fianco di Alisea con decibel a livelli di lesione ai timpani. Il 30 agosto Marina e Gaia partono per rientrare a Roma. E’ stata una crociera bellissima adesso mi raggiunge Jacopo con Carlo, Fabrizio e Mario per trasferire Alisea in Egitto.

Verso l’Egitto

Il 31 agosto alle 7,25 molliamo gli ormeggi e procediamo con rotta 90° lungo la costa Nord di Creta. Ci aspettano 450 miglia da fare tutti di un fiato con vento in poppa da 15 a 30 nodi con solo genoa. All’alba del 3 settembre cominciamo a vedere le luci della costa. Verso le 7 passiamo in mezzo a navi ormeggiate davanti a Port Said in attesa di passare il Canale di Suez. In breve entriamo nel Canale e ormeggiamo nel locale Yacht Club per le pratiche burocratiche. Trascorriamo la giornata in attesa di avere da parte della società di brokeraggio i documenti e il pilota per percorrere il Canale. Passiamo la serata tra Port Said e Port Fouad in un giorno di Ramadam che rende il clima molto intrigante. Il giorno dopo alle 11,30 sale il pilota a bordo e inizia l’avventura della discesa del Canale di Suez verso Ismailia, cittadina costruita a metà del Canale durante i lavori per la realizzazione dell’opera. Discendere il Canale è davvero emozionante, mentre noi scendiamo le navi cargo e le portacontainer risalgono passandoci a pochi metri. La sera andiamo a fare una passeggiata per la cittadina che si presenta molto carina. Il giorno dopo l’appuntamento con il pilota è per le 5,00. C’è sempre molto vento da Nord ma non possiamo andare a vela per cui motore fino a Suez dove sbarchiamo il pilota e proseguiamo a vela verso Wadi Dome, un porto sulla costa Ovest, siamo in Mar Rosso, non posso crederci!!!!Wadi Dome è un posto squallido con un grosso resort moderno con tanti ristoranti e alberghi completamente vuoti. Il 6 settembre molliamo gli ormeggi verso le 10,30 dopo aver fatto cambusa. Scendiamo a vela la costa Ovest sotto un forte vento da N/NW. In serata diamo fonda nella baia di Marsa Telement, diamo due ancore perché il vento ha rinforzato fino a 40 nodi. Ceniamo con un pesce pescato in giornata. La mattina seguente partiamo per raggiungere la costa del Sinai attraversando tutto il Mar Rosso settentrionale. Alisea vola a 9 nodi, incrociamo mercantili e petroliere. Nel pomeriggio siamo a ridosso della costa Ovest del Sinai, i clori sono stupendi, il sole picchia sulla sabbia del deserto disegnando strisce di colore diverso. Nel tardo pomeriggio diamo fonda nella baia di El Tor. Il portolano dice che è vietato ancorare perché è zona militare ma non ci dicono nulla e trascorriamo li la notte. L’8 settembre è un giorno fatidico per il nostro trasferimento. Dobbiamo attraversare una tratto di mare pieno di barriere coralline e di isolotti e approdare, in serata, a Hurgada. I colori e i paesaggi di oggi rimarranno nei nostri occhi a lungo, tutto è stupendo. Alisea vola a oltre 10 nodi spinta da un potente vento settentrionale. Alle 16,00 entriamo nel Marina di Hurgada. All’imbocco vedo una persona sul molo che mi sembra di conoscere, è Michelle il marito di Pilar, sono li con il loro catamarano, li avevamo conosciuti in Mediterraneo. Serata in paese, bellissime sensazioni. I giorni seguenti trascorrono tra pratiche burocratiche, nuotate sulle barriere coralline e cene nei ristoranti della zona. I ragazzi fanno escursioni io penso a sistemare la barca. Il 12 settembre lasciamo Alisea nel molo e voliamo a casa. E’ finita un’estate memorabile.

Ottobre 2008

Trascorriamo una settimana a bordo, siamo Marina, Gaia ed io. Abbiamo deciso questi giorni perché ci sono anche Fiorenzo, Angela ed i ragazzi che avevamo conosciuto in Grecia. Trascorriamo la settimana facendo un po di pulizie, bagni sulla barriera corallina a ridosso di Hurgada ed un paio di uscite con entrambe le barche. Andiamo a fare una fonda in un’isola a poche miglia dal Marina. C’è sempre molto vento, facciamo vela poi prendiamo un gavitello (l’ultimo disponibile) e agguantiamo entrambe le barche. Quando ripartiamo seguo Fiorenzo che conosce la zona. Passa molto sotto costa, credo sappia ciò che fa ma non è così, con uno shianto incredibile prende in pieno un o scoglio. Guardo verso largo vedo un punto scuro tra due punto chiari e mi ci butto sono fuori, che brivido….

Dopo qualche giorno ce ne andiamo verso Sud sempre con entrambe le barche. Diamo fonda in una baia che è indicata per avere un fondale spettacolare ed in effetti è così. Ci raggiungono anche Pilar e Michelle con il loro catamarano, rimaniamo due giorni e facciamo immersioni su coralli bellissimi. A fine settimana rientriamo a casa con due opinioni diverse. Io vorrei rimanere anche per un altro anno e magari andare nel golfo di Akab, a Marina invece non gli è piaciuto e quindi a primavera torneremo in Mediterraneo.

Marzo 2009

Ancora una settimana a bordo, questa volta da solo. Uno dopo l’altro hanno tutti rinunciato. Non mi dispiace affatto, me ne sto da solo a fare lavori e sistemare la barca. La sera ci si vede con Pilar, Michelle ed altri equipaggi di gente che vive in barca (beati loro). Faccio un paio di uscite con la barca di amici di banchina e qualche nuotata a snorkeling sulla barriera corallina. Mi tengo in contatto con l’agenzia Felix che si occupa della parte burocratica per sistemare i documenti in maniera che quando tornerò a giugno non ci saranno problemi per la partenza.

Giugno 2009 da Hurgada a Leros

Il 4 giugno arrivo in barca e la trovo in condizioni penose. C’è stata una tempesta di sabbia e Alisea non si riconosce coperta com’è da una coltre marrone. C’è sabbia ovunque anche all’interno, sono avvilito, vado a dormire se ne riparlerà domani. Il giorno dopo pulisco tutto, in serata arrivano i miei compagni di avventura che non conosco perché li ho “ingaggiati” su internet. Arrivano con bagagli da trasloco ma tant’è. Il 6 giugno facciamo cambusa, prepariamo la barca, chiudo i conti con il Marina e cerco di fare gasolio ma non c’è verso se ne riparla domani mattina. Il 7 all’alba sono in piedi, voglio partire, c’è vento da Sud e ne voglio approfittare ma del gasolio non c’è traccia. Aspettiamo tutta la giornata ma solo in serata ci fanno cenno di avvicinarci alla banchina del benzinaio. Alle 20,30 siamo fuori. Non è il massimo dobbiamo attraversare di notte una zona con isolotti e barriere coralline ma andiamo. Metto uno dei ragazzi al timone e rimango sotto coperta a carteggiare, do continue indicazioni sulla rotta e dopo mezzanotte siamo nel canale delle navi nel centro di una serie di luci che segnalano navi, affioranti, stazioni di pompaggio ecc. è un casino. Il vento gira da Nord e rinforza. Avanziamo con fatica e poco prima dell’alba decido di rinunciare non si può andare contro 30 nodi con folate fini a 44 e 3 metri di onda corta e ripida. Ci ridossiamo dentro una barriera corallina cercando a vista la pass. Trascorriamo li la giornata e la notte successiva. Proviamo a ripartire, c’è sempre vento e mare ma sembra che questa volta si riesca a risalire. Vorrei andare verso il Sinai ma c’è troppa onda preferisco navigare sotto costa sul versante Ovest. Ancora un giorno ed una notte di sofferenza poi cominciamo a vedere da lontano la costa e le prime navi ferme davanti a Suez, sembra fatta ma proprio quando stavamo sognando di attraccare e andarci a fare una bevuta il motore molla. Sono i filtri sporcati dal pessimo gasolio egiziano. Poggio verso S/O e faccio rotta per Wadi Dome. Tre ore dopo sono in porto, cambio i filtri, pulisco il decantatore e ripartiamo. Arriviamo davanti a Suez al tramonto, l’orizzonte si illumina di mille luci di ogni colore, trovare l’imbocco del Canale tra navi di ogni genere, fanali, mede ecc è stato un incubo. A mezzanotte siamo davanti allo Yachting Club attesi dal nostro agente per le pratiche di transito. Mentre manovro per ormeggiare prendo una cima nell’elica. Provo a risolvere da bordo ma non c’è modo di liberarci, devo calarmi con le bombole nell’acqua putrida del Canale di Suez. All’una siamo finalmente a terra. La mattina dopo partiamo con il pilota verso Ismailia, il 12 giugno siamo a Port Said, l’avventura del Mar Rosso è, purtroppo, terminata. La meteo da vento da NW, le opzioni sono andare a Tel Aviv come previsto con rotta 70° per poi tirare un bordo lungo su Rodi con rotta 310° oppure andare a Nord, atterrare a Cipro per poi ridossarsi sotto la costa turca fino a Rodi. Abbiamo perso già troppo tempo optiamo per la seconda ipotesi. Diamo vela sfruttando il vento durante il giorno anche se ci porta troppo a Est per poi recuperare la rotta di notte a motore quando il vento molla. Alle ore 6,00 del 16 giugno, esattamente 72 ore dopo la partenza abbiamo fatto il nostro ingresso nel porto di Rodi La lunga è finita adesso ci aspettano tappe più corte risalendo tra le isole del Dodecanneso e la costa Turca. Facciamo tappa a Kos, e nel fiordo di Vliko a Kalimnos per un violento rinforzo fino a forza 7/8. Il 20 giugno alle 10,00 buttiamo finalmente le cime sul molo di Lakki sull’isole di Leros. Il lungo trasferimento da Huragada di oltre 800 miglia è terminato. Ancora qualche giorni per sistemare la barca, alarla e riposare un po e poi, il 28 giugno prendo il volo per Roma, tornerò ad agosto.

 

Alcune riflessioni sull'esperienza in Mar Rosso.

 

1 E' stato molto divertente andarci. Vento a favore, arrivo in un paese, l'Egitto, molto particolare , il Canale di Suez, le barriere coralline ecc
2 Navigare in Mar Rosso, una volta che ci si è fermi in un posto per un po di mesi, non è particolarmente agevole. Vento sempre sostenuto, ancoraggi difficili, divieti ecc. Se si va con un equipaggio formato da moglie e figli, può essere impegnativo
3 Da dicembre a marzo, pur essendo abbastanza tiepida durante le ore più calde del giorno, la temperatura scende molto la sera e la notte. Fa buio alle 16,30/17,00 il che costringe a lunghe serate al fresco/freddino. Non è quel clima sempre favorevole che ci si aspetterebbe per cui lo sfruttamento della barca è limitato alla primavera ottima e all'estate torrida.
4 Risalire fino a Suez è un vero calvario. Lo avevo messo nel conto ma è stato comunque molto duro.
5 Il rapporto con gli egiziani è molto piacevole sul piano personale se ci si limita a convenevoli e a rapporti legati alle spese quotidiane. Altra musica se si devono prendere accordi, qui entra in ballo la loro tendenza a dire sempre di si salvo poi fare di testa loro. Tutto diventa particolarmente difficile e complicato quando si devono fare anche le cose più semplici come fare rifornimento di gasolio.
6 A proposito di gasolio, è di una qualità pessima, scuro e sporco crea problemi ai motori come quello che ci ha costretti a fermarci a Wadi Domme per pulire il decanter e cambiare i filtri.
7 Le strutture portuali sono abbastanza buone ed affidabili ma mancano di servizi essenziali quali travel lift, aree per rimessaggio a terra, meccanici e tecnici che bisogna cercare fuori con tutte le difficoltà del caso.
8 Per quanto mi riguarda la lontananza, la lunghezza del trasferimento e la complessità dello stesso mi hanno costretto a cercare equipaggio fuori dalla mia cerchia di conoscenze. Questo è un punto da mettere a carico di situazioni del genere visto lo scarso entusiasmo che il navigare fuori dalle amiche acque suscita da queste parti.
9 A proposito di equipaggi mi viene da fare una considerazione sul ripetersi di una ormai tradizionale caratteristica. Gli equipaggi di Alisea (con l'eccezione degli ottimi amici che la seguono da anni), si dissolvono come neve al sole. Anche questa volta, pur manifestando soddisfazione per l'esperienza vissuta, pur non avendo avuto almeno apparenti contrasti personali, i miei tre membri dell'equipaggio che mi hanno accompagnato fino a Leros sono rientrati in Italia facendo perdere le loro tracce. Sarà Alisea o il suo armatore la causa di cotante fughe? Ci rifletterò.
10 Ultima considerazione. Alla fine di tutto, questa esperienza mi è piaciuta, mi ha fatto crescere, fare esperienza e darmi punti di riflessione importanti sull'andar per mare oltre le acque di casa.

Crociera estiva 2009

Il 14 agosto siamo arrivati a Leros in aereo, l'aeroporto sta letteralmente dentro il cantiere per cui non ci sono stati problemi di trasferimento. Siamo Marina Matteo Gaia ed io. Un paio di giorni a Lakki dopo il varo poi, approfittando del bel vento da N abbiamo fatto una veleggiata fino a Kos. Qui il marina ci ha dato disponibilità solo per una notte per cui il giorno dopo siamo scesi fino a Pserimos. Notte in baia alla fonda in un posto magnifico rovinato dal forte vento e, ancor di più, dal fatto che Marina è dovuta rimanere distesa tutto il giorno per un risentimento muscolare alla schiena. Ci siamo poi trasferiti nel paesino di Pserimos del quale ci siamo innamorati a tal punto da rimanerci per diversi giorni anche in virtù della conoscenza di una coppia di Atene in vacanza e di una signora che ci ha magnificamente sublimato le serate con i suoi manicaretti. Mentre eravamo li abbiamo finito acqua e scorte e dato che sull'isola non c'è ne rifornimento di acqua ne un negozio siamo andati a Kalymnos a rifornirci per poi ritornare a Pserimos. Qui abbiamo avuto una sorpresa, le biciclette pieghevoli che avevo lasciato in banchina erano sparite. Il ritrovamento merita un post a parte. Usciamo da Pserimos che chiama già un buon ventone per i gironi successivi, 25/30 nodi. In effetti già fuori dell'isola si comincia a ballare. Facciamo rotta e riusciamo ad entrare nello stretto fiordo di Vathi dove trascorriamo un giorno ed una notte incantevoli. All'uscita di Vathi ci attende un mare già bello formato ed un gran vento che ci costringe a salire verso Lakki a motore. Gli ultimi giorni li trascorriamo al Marina di Lakki in compagnia di nostri amici italiani tra belle giornate in giro con il tender e serate a bagordare nelle varie taberne dell'isola. Dopo la partenza di Marina e dei rgazzi mi sono dedicato a smontare Alisea per prepararla per l'inverno. Tutto bene fino alle ultime terribili 48 ore (anche il racconto di ciò che non ti aspetti quando meno te lo aspetti dove non te lo aspetti affatto....è oggetto di un capitolo a parte). Il 5 settembre siamo a casa, anche quest’anno Alisea ha finito di lavorare.

La storia delle biciclette sparite e ritrovate

Le due storie in sospeso sono le ultime 48 ore e la sparizione delle biciclette. Per ordine di avvenimento comincio da qust'utlima. Quindi, lascio le bici sul pontile di Pserimos e vado insieme a due ragazzi greci a Kalymnos a fare rifornimento di acqua e viveri. Al rientro le bici non erano li. Chiediamo in giro e nella piccola comunità isolana (i residenti fissi sono 30) si scatena la bagarre. "Non è possibile che siano state prese da gente di qui" (non ci sono strade, tutto è costruito sul bordo della spiaggia, impossibile usare una bici). "Il buon nome dell'isola non può essere infangato da un episodio del genere", "Devi fare denuncia domani quando arriva la barca della guardia costiera" ecc. Io voglio soprassedere, le bici erano un po arrugginite, domani voglio andare via, non voglio rovinarmi l'ultimo giorno sull'isola.... Andiamo a cena come al solito nella taberna dove alloggiano i ragazzi greci, raccontiamo anche alla signora del ristorante l'accadimento e questa dice "Ve le ritrovo io". Nessuno ci crede, qualcuno dagli altri tavoli le consiglia di farsi gli affari suoi. Ceniamo, alla fine il colpo di scena. Si avvicina la signora e dice di aver ritrovato effettivamente le bici. Dove? A Kos, un'isola a 15 miglia da li. "Non poteva essere che uno dei barconi che porta i turisti da Kos ogni giorno. Ho chiamato la capitaneria di Kos e loro hanno ritrovato le bici, ve le riporteranno domani mattina". Rimaniamo senza parole, fantastico!!

Ciò che non ti aspetti

Ed ecco il racconto delle ultime 48 ore della mia crociera 2009. Partiti Marina e i ragazzi sono rimasto a Lakki per preparare la barca per l'alaggio. Tra le altre cose piego e ripongo le vele. Mi accorgo di un ristagno di acqua dolce in sentina e, seguendo l'umidità, arrivo alla causa: il boiler perde. E' la legge della casualità mirata, il boiler è l'unica utility affossata dell'arredamento. Vado a dormire con l'angoscia di dover smontare mezzo quadrato per tirare fuori lo scaldabagno fedifrago. Mezza giornata di lavoro e ci siamo: smontaggio, rimozione e rimontaggio eseguiti. Chiudo la saracinesca dello scambiatore per evitare che l'acqua del raffreddamento del motore esca. La mattina dopo alle 6,30 esco dall'ormeggio. Ho appuntamento al cantiere (15 miglia a N) alle 8,00 per alare, l'indomani ho l'aereo per Atene. La meteo prevede un forza 7 da N. Mentre percorro il fiordo che da Lakki porta al mare mi suona l'allarme del motore, spengo e mi precipito a spaiolare: acqua di raffreddamento ovunque. Il vento è già forte, mi porta verso gli scogli. Chiamo il mio amico Gianni, sta prendendo il caffè, mette in moto ed esce con la sua barca e mi viene in soccorso. Io nel frattempo ho tappato il tubo di raccordo del boiler con un tappo di legno fascettato, rimetto in moto e provo, pare vada tutto bene. Ringrazio Gianni, lo saluto e faccio prua verso fuori. Esco e il mare è già formato, do più giri al motore. Qualche minuto e suona di nuovo l’allarme. Spengo, mi scapicollo in sentina. La barca rolla paurosamente al traverso delle onde. Mi accorgo che il tubo di ritorno del maledetto boiler è attaccato direttamente alla vasca di espansione del motore. Tappo anche lui, aggiungo acqua e metto in moto. Faccio rotta verso il fiordo e decido di rientrare a Lakki. Sembra funzionare tutto bene, decido di mandare su di giri il motore per provare l'andatura di crociera, qualche minuto e suona ancora l'allarme. Non ho più liquido per il radiatore, mi precipito nel gavone di prua, tiro fuori la trinchetta, l'ingarroccio e cerco di allontanarmi dagli scogli a vela. Nel frattempo, mentre bordeggio con grande fatica, chiamo di nuovo Gianni. Qualche minuto e arriva sul gommone del marina. Rientriamo in porto andiamo a comprare dei raccordi e sistemiamo il circuito dell'acqua. Chiamo il cantiere, devo alare oggi perchè domani ho l'aereo, loro lavorano solo fino alle 15,00. Mi dicono che se entro un'ora sono li posso alare. Parto insieme a Gianni, il mare è ormai formato il vento si avvia verso i 30 nodi. Ci sono barche che con randa terzarolata, fiocchetto e motore che non riescono a salire, Alisea con motore al minimo va su a 4/5 nodi senza sbattere mai, grande barca....Arriviamo a Partheni, troviamo gli operai lungo il bacino di carenaggio ad attenderci, ci fanno cenno di entrare di poppa. Con quasi 30 nodi di vento al traverso Alisea non ci pensa nemmeno di entrare di poppa, la prua abbatte inesorabile. Entro di prua ma il travel lift batte sullo strallo, mi dicono di toglierlo. Gli sorrido e li mando mentalmente a f......Decidiamo di provare a tonneggiare. Tiro fuori Alisea dal bacino non senza difficoltà. Mettiamo una lunga cima sulla poppa di un peschereccio ormeggiato sopravento, filando la cima con tre persone a bordo e quattro a terra riusciamo a mettere Alisea al sicuro. Quando viene alloggiata sull'invaso sono le 17,30, 11 ore da paura, sono sfinito e affamato, rido isterico guardando la barca. "Stai bene dove stai, ci vediamo tra qualche mese".

Crociera 2010

E’ giunto il tempo di dare “un’occhiata” alla Turchia. Alisea è a Leros che si trova a poche miglia dalla costa turca. Siamo di nuovo in formazione ridotta Marina, gaia ed io. Come sempre arrivo a Leros prima di loro per preparare la barca. Sono già stato a bordo a giugno ma è sempre meglio essere pronti a partire. Molliamo gli ormeggi e dirigiamo verso Lipsos, un’isoletta poche miglia a Nord di Leros. Il paesino è grazioso, il clima molto sereno e si mangia bene nelle taberne del posto. Il giorno seguente proseguiamo per Arki. E’ una piccola isola ancora più a Nord semideserta dove c’è un’insenatura a Sud dell’isola che non ha nulla da invidiare ai Caraibi. Nel pomeriggio ci raggiunge Marco con la sua barca Calypso con a bordo i suoi clienti. Ci consiglia una baietta poco lontano per trascorrere la notte dove ci sono un paio di taberne sulla spiaggia che meritano una visita, raccogliamo volentieri l’invito. Lasciamo Alki alla volta di Samos dove vorremmo fare una sosta prima di andare a Kusadasi dove faremo le pratiche di ingresso in Turchia. Diamo vela per qualche ora poi motore. C’è vento da Nord e noi andiamo proprio in quella direzione. Il motore comincia a tossire, non va decido di tornare a Leros. Metto vela e in poche ore sono di nuovo a Partheni a Nord di Leros. Smonto i filtri del gasolio, ancora sporchi per il gasolio egiziano ma non ho il ricambio e siamo in pieno agosto. La fortuna vuole che Agmar Marina abbia il filtro, lo montiamo e il giorno dopo siamo di nuovo in mare. Cambiamo programma dirigiamo verso Turgutreis che si trova a Ovest/Sudovest di Leros. E’ un bel marina, bene attrezzato con una piscina che diventa la maggiore attrazione per Gaia. Disbrigo le pratiche di ingrasso e rimaniamo una paio di giorni. Andiamo a visitare Bodrum in pullman, lo troviamo orribile turistico, pieno di gente e con le sue indubbie bellezze rovinate dal turismo di massa, non ci passeremo in barca. Decidiamo invece di fare un lungo trasferimento fino alla punta estrema del golfo di Gokova. Nei giorni seguenti ridiscendiamo questo golfo nel versante Sud entrando in piccole insenature e fiordi verdissimi e disabitati. Trascorriamo così un’intera settimana senza mai scendere a terra. Quando decidiamo di proseguire alla volta di Kos il vento è forte ed il mare formato. Anche a causa del riscaldamento del motore dovuto allo sforzo controvento  decidiamo di andare verso Nordest a vela ed entriamo nella baia di Cokertme, si rivela una scelta azzeccatissima. Il posto è molto accogliente, verdissimo con un paio di ottimi ristorantini sulla spiaggia dove ceniamo con grande soddisfazione. Dopo un paio di giorni partiamo per Kos ma arrivati in prossimità del marina abbiamo chiamato per radio e ci hanno detto che non c’era posto. Avrei fatto volentieri una fonda davanti all’imbocco del porto vecchio ma Marina e Gaia non ne hanno voluto sapere, dopo 10 giorni volevano andare in paese così siamo ritornati a Turgutreis per la gioia di Gaia. Altri giorni nel marina, pratiche burocratiche di uscita poi, con un ultimo brivido (intercettati dalla capitaneria turca che ci ha fatto notare che avevam o erroneamente messo la bandiera di rispetto tunisina al posto della loro) siamo rientrati a Leros. Ancora qualche giorno di relax a Lakki poi abbiamo alato la barca e siamo volati a Roma.

Giugno 2011 da Leros a Fiumicino

Il15 giugno raggiungo Leros non senza qualche difficoltà causata dalla carta d’identità scaduta. Devo preparare Alisea per il varo del 17 mattina. Sono venuto ad aprile e la barca è già abbastanza pronta ma ci sono ancora molte cose da fare. Venerdì 17 contro ogni superstizione, Alisea è in acqua. Nel pomeriggio arrivano Matteo, un suo amico Ludovico e suo padre Fabio, saranno il mio equipaggio fino a Fiumicino. Dopo un giorno a zonzo per l’isola salpiamo alla volta di  Arki prima per una fonda ed un bagno e Lipsos per la notte. Il giorno dopo partiamo per Mykonos che dista 70 miglia. Da questo momento sarà un continuo scappare davanti alle perturbazioni per evitare di farci arrivare addosso il Meltemi. Diamo fonda nella baia di Ornos non senza difficoltà dato il fondale sempre superiore ai 20 metri. Il giorno successivo ci trasferiamo a Kithnos e diamo fonda in un posto incantevole in una insenatura costituita da un istmo tra le spiagge di Fykiada e Kolona. Mangiamo un ottimo agnello in una locale taberna. Dopo cena però dobbiamo ripre3ndere il mare, il Meltemi è previsto in rinforzo e dobbiamo assolutamente anticiparlo andandoci a riparare nel Golfo Saronico. A mezzanotte in punto siamo fuori, tiriamo su vela mentre ci passano intorno pescherecci, navi cargo ed una mega nave da crociera illuminata a giorno. Nottata di bellissima vela fino a Aigina che raggiungiamo in mattinata. Ancora qualche problema con il motore che risolviamo con l’aiuto di un ottimo meccanico del posto mentre la locale Capitaneria mi grazia per avere i documenti completamente irregolari (in Italia sarebbe stato un disastro). Un giorno di riposo poi si riparte, è il giorno del Canale di Corinto che ci accoglie con il tradizionale vento catabatico di almeno 20/25 nodi, manovrare davanti all’ufficio non è uno scherzo. Passato il Canale navighiamo al centro del Golfo di Corinto per altre 60 miglia fino all’isoletta di Trizonia. E’ un posto che a me piace particolarmente, ogni volta mi fermo con grande piacere. Il giorno successivo andiamo a Lepanto, altro paesino incantevole con un antico porto dove è sempre problematico attraccare per cui lasciamo Alisea alla fonda ed entriamo con il tender. Nel pomeriggio passiamo sotto il ponte di Rion e veleggiamo sotto un potente ventone fino al canale di entrata di Messolonghi. In programma c’è una sosta di un giorno per poi ripartire alla volta di Itaca ma le previsioni meteo sono pessime. Mi consulto con il mio amico Carlo via skype e decidiamo di mollare gli ormeggi e attraversare lo Jonio fino a Messina direttamente. Sono almeno 300 miglia ma vanno fatte tutte insieme altrimenti rischiamo di rimanere bloccati per giorni in attesa che passi la buriana. Alle 23 molliamo gli ormeggi ma a causa del buio e della cattiva segnalazione ci insabbiamo più volte e riusciamo a imboccare il canale solo dopo un’ora. Ci aspettano due giorni e due notti di mare, prima calmo poi sempre più ventoso fino a farsi molto mosso. La sera tardi del terzo giorno attracchiamo nel precario Marina di Messina. E’ scomodo e caro per cui ce ne andiamo la mattina seguente e raggiungiamo la baia di Lipari con già un bel Maestrale formato. Rimaniamo li un paio di giorni in attesa che passi poi facciamo vela per Capri dove arriviamo all’alba dopo 24 ore di navigazione. Diamo fonda ai Faraglioni. Il mio equipaggio scende a terra per esplorare l’isola io rimango a godermi Alisea. Nel pomeriggio proseguiamo per Ischia dove diamo fonda davanti al bel paesino di SantAngelo. Siamo ormai in vista di Fiumicino che raggiungiamo il 3 luglio dopo aver fatto sosta a Ventotene e Ponza. Dopo 5 anni Alisea torna a Fiumicino!!! 

Agosto 2011 rientro in Grecia

Un mese di lavori e Alisea è pronta a riprendere il mare per rientrare in Grecia. Sono in compagnia di Baires alla sua prima esperienza di navigazione lunga a vela. Facciamo un lungo bordo fino a Messina. Purtroppo devo tornare nel locale Marina. Rimaniamo solo il tempo necessario per fare gasolio, comprare dell’olio per il motore che ha dato i soliti problemi e ripartiamo alla volta di Roccella. Quando usciamo siamo investiti da un forte vento da Nord, sono almeno 30 nodi. Mi sorprende troppo invelato e con un equipaggio non idoneo a fare manovre di prese di terzaroli. Vado a palla per 3 lunghissime ore durante le quali faccio due straorzate che sdraiano Alisea. All’uscita dallo Stretto di Messina poggiamo verso Est e tutto calma. Abbiamo fatto oltre 25 miglia in 3 ore compreso una prima parte con vento moderato il che significa che ho fatto planate a oltre 12 nodi con tutta randa e genoa…..la prossima volta riduco prima. La mattinata scivola via tranquilla ma dopo Capo Spartivento la situazione cambia ci si abbatte un forte vento di Maestrale che ci costringe ad un lungo e faticoso bordo fino al porto che raggiungiamo per l’ora di cena. La sosta sarà più lunga del previsto, passiamo due giorni a guardare la meteo che da sempre vento forte da Nord/nordovest. Non so se partire stando sottocosta fino a Crotone per poi fare una rotta più comoda con quel vento oppure rimandare. Marina e Gaia mi aspettano il 14 a Igoumenitza e sono già in ritardo. Decido di rimandare e faccio bene, sarebbe stato troppo duro per un equipaggio ridotto a due di cui uno alla sua prima esperienza. Quando lasciamo Roccella la situazione è tranquilla e possiamo farci tranquillamente le 330 miglia che ci separano da Syvota dove ci raggiungono le ragazze in taxi da Igoumenitza. Sono esausto, ho bisogno di riposare per cui rimaniamo un paio di giorni alla fonda, mare sole, aperitivi e cenette in taberna.

Crociera estiva 2011

La nostra crociera comincia da qui. Fino ad ora è stato tutto molto bello ma faticoso, ora voglio godermi le joniche dalle quali mando da 5 anni. Dopo qualche giorno Baires parte e noi andiamo a dare fonda nella baia di Lakka nel Nord dell’isola di Paxos. Non fosse per l’affollamento sarebbe un posto incantevole, comunque ci stiamo bene per un paio di gironi. Lasciamo Paxos alla volta di Lefkas. Ormeggiamo nel Marina il sabato quando rientrano i charteristi c’è un caos pazzesco anche perché siamo arrivati con un forte vento di Maestrale che rende difficili le manovre. Anche qui dobbiamo vedere un meccanico che ci sistema una perdita di olio da filtro. Ci trasferiamo nella baia di Vlycho che ci piace molto meno di come ce la ricordavamo, ottima per rindossarsi dal mal tempo ma non vale la pena rimanere per cui la mattina dopo andiamo a dare fonda in una delle calette dell’isola di Meganisi. Due giorni alla fonda poi facciamo vela verso Kalamos. E’ un’isola che non avevamo ancora visitato e che ci è piaciuta molto. E’ verdissima con boschi di conifere che scendono fino al mare sembra di stare in un lago alpino. Anche il paesino è bello peccato che scende sul porto un fortissimo vento catabatico che disturba enormemente le barche in banchina. Facciamo la conoscenza di un simpaticissimo signore greco sposato con una signora svizzera che abitano a Firenze, con lui trascorriamo un pomeriggio a chiacchierare e bere grappa locale. Lasciamo Kalamos con l’intenzione di fermarci a Atokos dove c’è una bellissima spiaggia ma mi sono sentito male e così proseguiamo per Kioni sull’isola di Itaca. Questo è uno dei posti più belli delle isole Joniche, è una baia ben protetta circondata da boschi e da un grazioso paesino. Atri due giorni di grande relax con aperitivi presi raggiungendo le taberne con il tender. La prossima tappa è Fizcardo nel Nord dell’isola di Cefalonia. E’ un po più fighettosa degli altri posti ma molto elegante e con una baia protetta e verdeggiante. Ridiscendiamo il Canale di Itaca fino a Santa Eufemia, posto carino con una bella banchina ottima per fare acqua. E’ tempo di riprendere il mare, ci sono 40 miglia per raggiungere Messolonghi. Le percorriamo solcando un bel mare e costeggiando la costa Sud di Itaca. Ci fa visita una balena per la gioia di Marina che non aveva ancora avuto la fortuna di vederne una da vicino. Imbocchiamo il canale che ci porta nella baia dove c’è il marina, incontriamo una gigantesca tartaruga marina, due incontri così in poche ore non capita tutti i giorni. Messolonghi è la nostra ultima tappa. Un paio di giorni per ripulire la barca poi Marina e Gaia tornano a Roma io resto per alare Alisea poi prendo anche io il traghetto, per quest’anno è finita.

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 09:55