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Il meteo
Scritto da Roberto
Mercoledì 11 Gennaio 2012 11:46
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Come leggere la carta meteo

Di Gianfranco Maggiorin

Tratto dal n° 4 di Navimagazine rivista di NAVIMETEO

 

Nell’ottica di sviluppare un approccio meno passivo rispetto all’evoluzione delle condizioni meteo marine va tenuta in forte considerazione l’importanza delle fonti di informazione meteorologica. Per un loro corretto utilizzo è necessario innanzitutto conoscere quali siano gli elementi importanti da valutare per poter formulare una prima previsione sulla possibile evoluzione delle condizioni atmosferiche in atto.

Il primo importante strumento da conoscere è la carta sinottica, o carta del tempo, che riporta nel corso della giornata, ad intervalli di sei ore, il valore della pressione al suolo su diverse aree del pianeta. Oltre alle isobare, cioè le linee che uniscono i punti ove è misurato lo stesso valore barometrico, su questi documenti è possibile trovare indicazioni su altri elementi importanti come ad esempio la presenza di fronti o zone interessate da vento di forte intensità. Una volta ottenuta la carta del tempo ci interesserà evidenziare questi elementi fondamentali: alte e basse pressioni, direzione ed intensità del vento geostrofico, presenza di fronti.

Alte e basse pressioni. La presenza di vaste zone dominate da valori più o meno elevati di pressione atmosferica piuttosto che aree dove invece il barometro sale o scende molto rapidamente (zone ad elevato gradiente barico), è in grado di modificare in modo sostanziale l’evoluzione delle condizioni atmosferiche anche in tempi piuttosto brevi. Possiamo distinguere due situazioni tipiche nel Mar Mediterraneo: la situazione anticiclonica, dominata come in estate dall’alta pressione per effetto dell’espansione verso est dell’Anticiclone delle Azzorre, e quella depressionaria classica dei mesi autunnali e dovuta principalmente al transito di perturbazioni di origine atlantica verso le nostre regioni.

 Nel primo caso, osservando un vasto anticiclone interessare la zona dove stiamo o andremo a navigare, potremo verosimilmente aspettarci un’evoluzione favorevole delle condizioni meteo marine con cielo prevalentemente soleggiato e venti a regime di brezza che tenderanno a rinforzare nelle ore più calde della giornata.

Regola generale: parlando di condizioni anticicloniche ci si riferisce normalmente ad una situazione meteorologica favorevole che si manterrà stabile per le successive 24-36 ore. Diversamente, in presenza di una zona depressionaria l’evoluzione a breve termine non è favorevole: l’avvicinarsi del centro della bassa pressione si accompagna generalmente al rinforzo dei venti e qualora ad essa sia associato un sistema frontale sono possibili rovesci anche di notevole intensità. Dal punto di vista puramente lessicale è corretto definire ciclone una zona ove la pressione atmosferica è relativamente bassa, in gergo parliamo più frequentemente di depressione. Il termine “relativamente” indica che più che al valore assoluto della pressione atmosferica, è importante fare attenzione alla sua variazione nello nel tempo.

Direzione ed intensità del vento geostrofico. Evidenziate le caratteristiche della situazione sinottica, il passo successivo è stimare l’intensità del vento. Questa prima misura ha un valore più che altro indicativo: per stimare correttamente la velocità del vento occorre tener conto di numerosi fattori, ad ogni modo questa osservazione preliminare affiancata ad un po’ di pratica ci fornirà un valido strumento per la stima delle condizioni meteo. Con un compasso misureremo la distanza tra due isobare successive e riportando la misura sulla scala a lato della carta (non sempre le carte la riportano) in corrispondenza della latitudine otterremo l’indicazione che cercavamo.

Posizionarsi a Nord o a Sud del centro depressionario. E’interessante osservare che in una depressione i venti tendono a ruotare in senso antiorario. A seconda della nostra posizione rispetto al centro depressionario la sequenza dei venti che osserveremo al passaggio di un ciclone che avanza verso di noi sarà:
-trovandoci a NORD del centro della depressione: SE – E – NE – N
-trovandoci a SUD del centro della depressione: S – SW – W - NW
È evidente che posizionarsi correttamente aiuta a capire come ruoteranno i venti lungo la nostra rotta

Presenza di fronti. Evidenziare sulla carta sinottica la presenza di un sistema frontale fornisce utili indicazioni rispetto al tipo di fenomeni meteo che potranno interessare la zona della nostra navigazione. La prima distinzione fondamentale che dovremo fare appena identificato un fronte sulla carta sarà capire se si tratta di un fronte caldo o di un fronte freddo. L’approssimarsi di un fronte caldo corrisponde all’avanzare di una massa d’aria a temperatura maggiore rispetto a quella circostante. Le prime avvisaglie sono rappresentate dalla comparsa di nubi alte (i cirri) che si formano per effetto della condensazione dell’aria più calda schiacciata verso l’alto dall’aria fredda più densa. L’avanzare dell’aria più calda, e quindi meno densa, corrisponde anche ad un abbassamento nei valori di pressione misurati dal barometro.L’evoluzione successiva è normalmente rappresentata dalla formazione di nubi sempre più spesse che si accompagnano a precipitazioni di moderata intensità.

L’area che segue il fronte caldo e che tipicamente precede il fronte freddo viene definita settore caldo: in questa zona le nubi sviluppano il loro massimo spessore e la pressione assume il valore minimo. L’avvicinarsi del fronte freddo è invece caratterizzato da un repentino aumento della pressione atmosferica, in contrapposizione alla progressiva diminuzione caratteristica del fronte caldo. Sulla linea frontale si verificano frequentemente fenomeni temporaleschi preannunciati dallo sviluppo di nubi torreggianti cumuliformi (cumulonembi). In genere con il fronte freddo troviamo i fenomeni di maggiore intensità per effetto della rapida incursione di aria fredda che contrasta con quella caldo-umida presente nel settore caldo. La rotazione dei venti al passaggio del fronte freddo può generare inoltre difficili condizioni di mare incrociato.

Concludiamo questa chiacchierata a tema previsionale con un consiglio: per affinare le capacità di interpretazione del tempo; la pratica è la miglior scuola. Confrontate le vostre previsioni con quelle ufficiali e con il tempo osservato, annotate gli errori e cercate di spiegarveli: ci vorrà del tempo ma le soddisfazioni non mancheranno!

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Gennaio 2012 14:09