Super Team

Sociale
Scritto da Roberto
Lunedì 09 Gennaio 2012 00:00
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Se sei capace di tremare d'indignazione ogni qualvolta si commette un'ingiustizia nel mondo, allora siamo compagni.

L’unico modo di conoscere davvero i problemi è accostarsi a quanti vivono quei problemi e trarre da essi, da quello scambio, le conclusioni.

Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.
Ernesto Che Guevara

Ho voluto presentare questa sezione del sito attraverso tre celebri frasi di Ernesto Che Guevara. Credo che siano sufficienti a dare il senso a queste pagine. Emergency di cui faccio parte come volontario dei gruppi "Relatori" e "Scuola", il Progetto Senegal (terminato ma che ha avuto un grande significato per quanto mi riguarda) e le attività con i ragazzi della cooperativa Il Cerchio di Spoleto sono tre ottimi motivi per trattare, su questo sito, il tema dell'impegno e della solidarietà.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Gennaio 2012 10:09
 
Emergency
Scritto da Roberto
Mercoledì 11 Gennaio 2012 12:20
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Sono un volontario di Emergency da alcuni anni. Mi ha convinto la coerenza, la forza morale e la presenza sul territorio di questa organizzazione. Apprezzo principalmente il fatto di volersi spendere non solo per l’aiuto che da alle popolazioni colpite dalla guerra ma anche nella dura battaglia morale di diffondere una cultura di pace che vada a tamponare e contrastare l’incultura della guerra mascherata da iniziativa umanitaria. Per questo motivo ho aderito al “Gruppo scuola” con il quale partecipo ad incontri con studenti nelle scuole medie e superiori. Aggiornerò questa pagina con le notizie che arrivano dai paesi dove Emergency è presente e sulle iniziative che organizziamo in Italia. A seguire un contributo tratto dal sito dell’Associazione (www.emergency.it).

 NEWS

 

 PRIMI RICOVERI A PORT SUDAN

Con il ricovero di Yonis e Hadil, domenica 22 gennaio, le attività del nuovo Centro pediatrico di Port Sudan sono entrate a pieno regime. Presso il Centro - aperto a fine dicembre per offrire cure ai bambini fino ai 14 anni - avevamo finora effettuato esclusivamente visite ambulatoriali. Yonis ha 34 giorni e, a differenza del suo gemello, è debole e fortemente disidratato: capita frequentemente quando una madre si trova a doversi prendere cura di due bambini contemporaneamente. Hadil, la seconda paziente, è una bambina Beja - la tribù più numerosa nello stato del Red Sea, dove si trova il Centro. A 9 anni, Hadil pesa 8 chili: oltre alla grave malnutrizione, i nostri medici la stanno curando anche per una brutta polmonite.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Febbraio 2012 15:59
 
Alisea - il cerchio
Scritto da Roberto
Mercoledì 11 Gennaio 2012 12:21
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La storia del rapporto tra Alisea e Olinda/Cooperativa il Cerchio di Spoleto è di quelle che vale la pena di raccontare. Alcuni anni fa avevo un blog su Kataweb. Scrivevo di vela e di avventure. Scartabellando nelle pagine del portale mi imbatto in un blog che si chiamava Olinda e che come emozionale aveva una frase di Pavese che parlava di navigare come metafora della vita. Gli scrissi e ricevetti risposta da Giorgio, sognatore presidente della cooperativa. Nacque da questo primo incontro virtuale l’idea di far navigare ragazzi che mai avrebbero pensato e sognato di solcare il mare al timone di una barca a vela. I ragazzi di Olinda così come quelli delle altre realtà seguite dalla cooperativa sono ragazzi speciali, perché capaci di  uno straordinario entusiasmo e di una grande capacità di sorprendersi e sorprenderci. Abbiamo iniziato con timide uscite in mare per poi proseguire con sempre più “temerarie” navigazioni a vela fino alla partecipazione a vere regate veliche. Abbiamo corso alcune edizioni della Velagustate e la prima edizione del Trofeo Città di Roma. E’ mia intenzione proseguire questa straordinaria esperienza nella speranza di trovare sempre la stessa disponibilità ed entusiasmo da parte degli amici del Cerchio.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2012 07:29
 
Progetto Senegal
Scritto da Roberto
Mercoledì 18 Gennaio 2012 21:17
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Progetto Senegal

Il progetto al quale ho partecipato con grande interesse e passione tende a realizzare lo sviluppo di un’area a nord della capitale Dakar. Ho dato il mio contributo partecipando alle riunioni organizzative, raccogliendo materiale sanitario e visitando personalmente le località interessate dall’iniziativa. In quella occasione ho alloggiato presso il villaggio del Baifal Baye Rassoul che è l’ispiratore del progetto. E’ stata, per me una esperienza profonda che avrei voluto proseguire. Problemi personali mi hanno impedito di farlo ma mi rimane dentro l’enorme quantitativo di emozioni vissute in questo periodo. Il testo che segue è tratto dal sito dell’associazione Gruppo Indaco (http://gruppoindacosenegal.wordpress.com ) che è stato il referente italiano dell’iniziativa.

  

  Introduzione

 

Destinatari del progetto sono gli abitanti della zone di Kayar e Keur Yakham, aree entrambe a nord di Dakar, la capitale, con particolare attenzione verso i giovani. Il progetto intende avviare attività che, coordinate tra loro, aiutino le comunità locali a raggiungere i seguenti obiettivi:

·         attivare uno sviluppo economico coerente con i principi di sostenibilità ed equità

·         dare una prospettiva alle future generazioni

·         invertire i fattori che determinano la propensione all’ emigrazione delle popolazioni dei paesi a minor capacità economica

 I punti cardine del Progetto Indaco per il Senegal:

·         impostare gli interventi in modo tale da garantire nel tempo l’autofinanziamento del progetto stesso

·         promuovere lo spirito di crescita reciproca nel rispetto delle diverse culture

·         creare un prototipo progettuale efficiente e riproducibile che possa configurarsi come esempio in altre zone

·         coinvolgere la popolazione locale per il raggiungimento dell’ autonomia

Ideatore del progetto e vero protagonista è Baye Rassoul, autorevole guida spirituale senegalese, che dopo 18 anni di soggiorno in Italia, è definitivamente rientrato in Senegal, per dedicarsi al recupero delle tradizioni ed alla soluzione dei problemi legati alla crescita del suo Paese. Promotore del dialogo interculturale Baye Rassoul è in grado di esprimersi fluentemente in wolof, arabo, francese, inglese ed italiano. Rappresenterà il polo senegalese di questo scambio come referente locale e mediatore. Il luogo in cui verrà realizzato il progetto è la regione a nord della capitale del Senegal, Dakar, e più precisamente tra la costa del villaggio di pescatori Kayar ed il suo entroterra, Chicory Keur Yakham, dove è situato un gruppo di piccoli villaggi seguiti da Baye Fall Rassoul, che spiega: “Io vado dove serve, l’importante è che le cose vadano a chi ne ha bisogno. Tutti hanno bisogno di qualcosa, c’è chi ha più bisogno di aiuti materiali e chi di aiuto spirituale, l’importante è che questo aiuto arrivi. In questo senso sono legato a Kayar e a Chicory quanto lo sono a Velletri. Non esistono confini e differenze: se aiuto il mio paese aiuto tutto il mondo. Il mio lavoro è essere presente, l’importante è questo, posso aiutare il capo villaggio per questioni più complesse, o il bambino che viene a chiedermi una palla per giocare.”

E’ nostro preciso intento concentrarci su quest’area accompagnandone la crescita con un progetto pilota riproducibile, di sviluppo sostenibile, che rispetti l’ambiente e le tradizioni locali. Agendo simultaneamente sui molteplici aspetti di una realtà territoriale e sociale circoscritta, si procederà coinvolgendo la popolazione locale per ottenere risultati evidenti, stabili e a lungo termine.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Febbraio 2012 10:29