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Elementi tecnici
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In questa pagina vorrei inserire elementi che possano essere un contributo di riflessione a tutti quelli che volessero intraprendere la costruzione di una barca di questi tipo. Darò informazioni sia tecniche che economiche così che ci si possa rendere conto di quali sono le difficoltà e le necessità economiche alle quali far fronte. Vorrei iniziare con uno specchietto riguardante i costi. Una delle varianti meno prevedibili della costruzione amatoriale è il costo finale. Si fanno migliaia di previsioni, si chiedono centinaia di preventivi ai vari fornitori e poi sistematicamente si finisce con sforare, a volte di molto, il preventivo. Posto che il mio intento era quello di costruire una barca diversa da quelle in commercio che avesse caratteristiche e livello qualitativo non amatoriale ma altamente tecnico e professionale e che credo, alla fine, di esserci riuscito, evidentemente non potevo e non posso non pormi il problema del costo. Questa barca è costata più del previsto ma, comunque, una cifra che, messa a confronto con le barche di serie, rientra pienamente in un parametro di risparmio. Tanto per dare un’idea la barca più economica di serie di queste dimensioni è il Bavaria 44 che costa 177.000,00 € + I.V.A. Adesso c’è la serie Cyclade della Jeanneau studiata per il charter. E’ una sorta di low cost della nautica, il 43 piedi costa 133.000,00 € + I.V.A. ma è davvero poca cosa da un punto di vista qualitativo. A questo va aggiunto il trasporto, le dotazioni, il calumo e il necessario per l’ormeggio. Tutti costi che sullo specchietto che segue sono stati già inseriti. Per poter paragonare il costo di Alisea a quello del Bavaria 44 e di altre barche di serie ho separato gli importi in: imponibile, I.V.A. e totale perché è in questo modo che escono i listini dei cantieri. Bisogna tenere presente che questo ammontare comprende l’allestimento completo così come sarà indicato a seguire che è in assoluto molto più ampio di qualsiasi barca di serie. A voi le conclusioni!!
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Impianti |
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Impianto elettrico
Questo è uno dei punti di forza di Alisea. La barca è dotata di un impianto elettrico a 24 v alimentato da quattro batterie da 120 ah parallele e in serie per i servizi e una batteria da 100 ah per la 12 v dell’avviamento. Entrambe le batterie sono supportate da doppio alternatore con regolatore di carica e doppio charger da 220. Essendo lo scafo in metallo tutto l’impianto è isolato. Dal quadro partono cabalette che raggiungono tutti i locali della barca. Ogni sazio ha la sua scatola di derivazione ed un interruttore al quadro con relative resistenze. La strumentazione che è a 12 v è alimentata da un inverter 24/12 v. Un altro inverter è quello 24/220 v che alimenta volendo anche il circuito della 220 v. In seguito verrà predisposto un sistema ausiliari di ricarica che potrà essere fotovoltaico e/o eolico. Ho per ora escluso il generatore diesel per costo, ingombro e peso eccessivi. C’è da dire che i moderni motori diesel anche quelli turbo hanno risolto il problema dell’uso a basso regime di giri e possono tranquillamente lavorare durante lunghe navigazioni a vela per caricare le batterie.
Motore
La scelta del motore è stata lunga e travagliata. Avrei voluto adottare soluzioni alternative a quelle classiche (avevo pensato ad un motore elettrico) ma i problemi erano molti e di difficile soluzione. In alternativa avrei voluto orientarmi su motori meno studiati per il diporto e più per il lavoro. In questo senso ci sono molti motori che sono studiati per la pesca e che hanno caratteristiche di robustezza notevolmente maggiori di quelli normalmente montati sulle barche da crociera. Purtroppo però per motivi di ingombro ho dovuto cambiare idea. Alla fine ho montato un Lombardini da 85 cv, un 4 cilindri da 2200 cc turbo alimentato. Soltanto il tempo mi dirà se ho fatto la scelta giusta. La trasmissione è in linea d’asse e l’invertitore meccanico.
Impianto idraulico
Se la scelta del motore è stata travagliata quella per l’impianto idraulico lo è stata ancora di più. Inizialmente volevo attrezzare entrambi i bagni con serbatoi per le acque nere. Alla fine ho optato per il solo bagno di prua con serbatoio e con quello di poppa predisposto. Questo perché a prua ho potuto usare il sistema a caduta con la pompa del WC che riempie il serbatoi dall’alto e per caduta. Con questo sistema si evita l’uso del maceratore che oltre a consumare corrente è a rischio di intasamento. Il bagno di poppa non può adottare questo sistema e avrei dovuto montare il maceratore, lo farò se ce ne sarà la necessità o diventerà obbligatorio avere tutti i bagni con il serbatoio. Per ora la legge prevede il divieto di scarico in porti e rade per cui in quel caso si utilizzerà il solo bagno di prua. Per ciò che riguarda i serbatoi ho cambiato il layout previsto dal progetto di Dix. Se avessi messo i serbatoi sotto i paioli a centro barca avrei sicuramente ottenuto una migliore disposizione dei pesi ma avrei soffocato il motore dentro un comparto difficilmente raggiungibile se non dall’alto. Ho preferito costruire intorno al motore un alloggiamento completamente apribile così da poter accedere a qualsiasi lato dello stesso. I comparti lasciati liberi dai serbatoi sono utilizzati per l’autoclave e la pompa dell’acqua salata. A questo punto rimaneva da decidere dove piazzare i 4 serbatoi da 150 litri l’uno. Lo spazio ideale dal punto di vista logistico era sotto alle due cuccette di poppa ma, per paura di sbilanciare troppo la barca già leggermente appioppata, ho spostato due dei serbatoi sotto le cuccette della cabina di prua. A questo punto, a pieno carico ho una leggera inerzia longitudinale che spero sarà compensata da un generoso baglio massimo e dai buoni volumi poppieri di Alisea. L’impianto sarà pertanto completato da docce calde e fredde nei due bagni e nella doccia esterna alloggiata nello specchio di poppa. Una pompa a espansione provvederà a inviare acqua di mare in cucina e ad un rubinetto situato nel vano stagno prodiero per il lavaggio della coperta.
Gli interni
Questa è la parte in cui ho effettuato i maggiori cambiamenti. Il layout originale prevedeva una cabina amatoriale a poppa con un bagno, il quadrato con cucina a “C” sulla sinistra, il quadrato intorno all’alloggiamento del motore, il tavolo da carteggio dopo la cucina, due cabine (una con letto matrimoniale e una con cuccette sovrapposte) e il bagno a estrema prua. Al momento di verificare gli spazi e le volumetrie mi sono accorto che, da una parte, la parte centrale della cabina amatoriale avrebbe avuto il soffitto troppo basso e dall’altra le due cabine a prua erano troppo sacrificate specialmente quella con letto doppio. Inoltre questo tipo di sistemazione prevedeva due porte delle cabine verso il quadrato e due verso il bagno di prua che avrebbero sacrificato ulteriormente il calpestio.Dopo numerose riflessioni e vari ripensamenti ho optato per la doppia cabina di poppa con il bagno comunicante sotto la scaletta ed una sola cabina amatoriale con letto matrimoniale e divano letto con spalliera alzabile. Con questa soluzione ho due cabine comode a poppa entrambe con un grande armadio e duna altrettanto comoda cabina amatoriale che nella versione a due posti dispone di comode sedute per lettura e/o riposo e nella versione a quattro può ospitare eventualmente una coppia con due bambini. Il bagno di prua pur avendo modificato la paratia rimane molto ampio con un piano ampio e un comparto porta biancheria sporca sul lato opposto. La cucia a questo punto è a murata sul lato sinistro lunga circa 3 metri con un ampio frigo con congelatore, un top in corian (lo stesso dei bagni) e, a finire verso prua dopo lo scalino a scendere un ampio armadio porta cerate. Sotto il quadrato ho alloggiato da una parte le batterie e dall’altra un vano per le dotazioni e, sotto, un boiler da 40 litri. Il carteggio è sistemato classicamente sul lato destro seguito da un mobile con la libreria di bordo (vedi pagina su questo sito).
Strumenti di navigazione
Questo è un punto abbastanza delicato. Normalmente si ha l’abitudine di dotarsi di tutto ciò che la moderna tecnologia offre. Non faccio commenti su questo trend. Secondo me però si ha la tendenza ad affidarsi troppo alla tecnologia dimenticando di affinare le proprie capacità di interpretazione della navigazione. Alcune cose le trovo inutili, altre addirittura pericolose. Un cartografico, per quanto sofisticato, non potrà mai sostituire la carta nautica. Sapere dove ci si trova attraverso il GPS lo trovo la più grande invenzione a bordo insieme al radar, ma questo basta e avanza. Il punto va riportato sulla carta e le decisioni sulla rotta vanno prese guardando il disegno cartaceo. La stazione del vento è PERICOLOSA. Lo so, sembra un’eresia ma sentite qua. Quando ho fatto il corso per la patente il mio istruttore era il mitico Comandante Cardea. Uno dei partecipanti al corso gli chiese quando era, secondo lui, il momento di prendere un mano. La risposta fu secca come sempre “Quando ti viene in mente”. Il messaggio era chiaro; se pensi ad una mano di terzaroli vuol dire che sei arrivato al tuo soggettivo limite, prendila. Se ho un genoa che porta fino a 20 nodi, vedo la stazione del vento che mi da 15 nodi e penso “Ho ancora da andare”. Se non ho la stazione penso se sia il caso di prendere una mano, mi ricordo di Cardea e la prendo. Alisea avrà il radar, un SSB ed un satellitare quando andrà per i mari dove servono. Per ora ha un GPS, un VHF ed un ECO ed un buon autopilota. Del LOG non so che farmene, la SOG del GPS è più che sufficiente.
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Verniciatura |
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La verniciatura di una barca in ferro è una cosa molto delicata. Ho usato il ciclo della Hempel. Tre mani di primer epossidica sia dentro che fuori sopra al primer del cantiere, una mano di Underwater (l’equivalente dell’acqua stop della Veneziani) e due mani di antivegetativa. Per l’opera morta e la coperta ho finito con tre mani di poliuretanica. Il pozzetto ha sedute e calpestio in legno, i passavanti hanno il Trademaster. |
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Attrezzatura ancoraggi |
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Per quanto riguarda il calumo ho montato sul salpancore, un Quick da 1500 w, 70 metri di catena del 10 con una CQR da 22 kg. Come seconda ancora ho una bruce da 15 Kg con 20 metri di catena del 10 ed un attacco rapido per appennellare le due ancore. Ho anche una terza ancora, una Danford da 20 Kg che porterò a bordo solo quando avrò sperimentato la migliore soluzione per l’ancoraggio di poppa dei questa barca. A queste ancore ho aggiunto un’ancora galleggiante. Trovo questa una cosa indispensabile sia per frenare lo scarroccio o tenere la prua al vento in caso di necessità sia per filarla di poppa in caso di fuga da mare particolarmente formato e ripido per evitare un eventuale ribaltamento con la poppa che viene esageratamente sollevata o una straorzata violenta sull’onda. Alisea avrà una larga dotazione di cime d’ormeggio capaci anche di raggiungere la riva per un ormeggio a terra. |
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Albero e vele Attrezzatura di coperta |
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Alisea ha un armo a cutter. Ho scelto questa soluzione perché mi sembra la più equilibrata. Con vento forte, infatti, si arma trinchetta e randa terzarolata abassando e centrando molto il centro velico. Inoltre ho armato la trinchetta con autovirante il che consente fare bordi di bolina senza toccare le manovre in virata. L’albero è poggiato in coperta con armo in testa a 4/4, non rastremato. Ha tre ordini di crocette non acquartierate e fissate all’albero con barra passante. Il sartiame è spiroidale con volanti non strutturali in spectra all’altezza dell’attacco dello strallo di trinchetta. Per quanto riguarda l’attrezzatura di coperta ho effettuato qualche modifica rispetto al piano originale. Sostanzialmente ciò che ho cambiato è il fatto di lasciare tutte le manovre in base d’albero. Essendo un deck saloon non mi sembrava razionale fare dei passaggi molto poco lineari per portare le manovre in pozzetto. In conseguenza di questa decisione ho montato due winch 56 in pozzetto per le scotte fiocco, due winch 44 ai lati del tambuccio per scotta randa e scotta trinchetta, due winch 44 ai lati della base dell’albero per le drizze ed un winch 40 nella parte poppiera dell’albero per tesabase e borose. Ai lati della base dell’albero ho montato due solidi pulpiti che servono a sostenere chi manovra. Su Albot avevo questa situazione e l’ho trovata molto funzionale. Tutta l’attrezzatura è Lewmar. Per quanto riguarda le vele ho una coppia di vele della Hood in ottime condizioni, si tratta di una randa con tre mani e di un genoa leggero. Ho chiesto al mio amico velaio Maurizio Fastelli di adattare i garrocci della randa all’estruso dell’albero e di tagliare leggermente la base del genoa. A queste due vele ho aggiunto una trinchetta nuova con garrocci. In navigazione la trinchetta resterà ingarrocciata e riposta in un sacco sulla coperta pronta per essere issata. Dopo una stagione e in base al tipo di programmi che riusciremo a sviluppare saranno fatte altre vele. Sicuramente un gennaker e uno yankee che può essere armato insieme alla trinchetta per risalire il vento. Dei due stralli solo quello del genoa è dotato di avvolgitore. |
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Scrivimi
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Alisea è a fianco di: |
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Imponibile |
I.V.A. |
Totale |
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Scafo |
€ 38.587,50 |
€ 7.717,50 |
€ 46.305,00 |
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Trasporto |
€ 2.358,33 |
€ 471,67 |
€ 2.830,00 |
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Motore |
€ 9.895,83 |
€ 1.979,17 |
€ 11.875,00 |
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Attrezzatura di coperta, vele e calumo |
€ 11.564,61 |
€ 2.312,39 |
€ 13.877,35 |
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Rivestimento interno |
€ 833,33 |
€ 166,67 |
€ 1.000,00 |
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Vernice |
€ 3.750,00 |
€ 750,00 |
€ 4.500,00 |
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Arredamento |
€ 19.750,00 |
€ 3.950,00 |
€ 23.700,00 |
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Dotazioni di sicurezza |
€ 1.393,33 |
€ 278,67 |
€ 1.672,00 |
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Finestrature, oblò e passauomo |
€ 4.422,50 |
€ 884,50 |
€ 5.307,00 |
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Albero |
€ 14.820,00 |
€ 2.964,00 |
€ 17.784,00 |
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Rina e immatricolazione |
€ 4.666,67 |
€ 933,33 |
€ 5.600,00 |
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CAD |
€ 4.166,67 |
€ 833,33 |
€ 5.000,00 |
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Progetto |
€ 1.600,00 |
€ 320,00 |
€ 1.920,00 |
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Impianti |
€ 11.250,00 |
€ 2.250,00 |
€ 13.500,00 |
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Cuscineria |
€ 1.083,33 |
€ 216,67 |
€ 1.300,00 |
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Elettronica |
€ 1.083,33 |
€ 216,67 |
€ 1.300,00 |
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Materiale vario |
€ 1.666,67 |
€ 333,33 |
€ 2.000,00 |
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Totale |
€ 132.891,67 |
€ 26.578,33 |
€ 159.470,00 |